CERVICALGIA E RIABILITAZIONE

Il dolore cervicale cronico non specifico (NSCNP) rappresenta una delle principali cause di
disabilità a livello mondiale.
A differenza della cervicalgia specifica, legata a traumi o patologie
degenerative, il NSCNP è caratterizzato da un dolore persistente per oltre tre mesi senza una causa
strutturale definita, spesso associato al mantenimento prolungato di posture scorrette.
Nei pazienti con NSCNP è frequente un’alterazione del controllo neuromuscolare, caratterizzata da
una ridotta attivazione dei muscoli flessori profondi del collo (Deep Neck Flexors, DNF) e da
un’iperattività compensatoria della muscolatura superficiale. Questa condizione favorisce
l’insorgenza della postura del capo in avanti (Forward Head Posture, FHP), limita il range di
movimento (ROM) cervicale e può compromettere la funzione respiratoria attraverso l’ipertonia dei
muscoli inspiratori accessori e la riduzione della mobilità della gabbia toracica. Tali alterazioni
instaurano un circolo vizioso che alimenta il dolore e la disabilità.
Gli obiettivi principali della riabilitazione fisioterapica sono la riduzione del dolore, il recupero
della funzionalità, il miglioramento del ROM, la correzione della FHP e il ripristino di un adeguato
controllo motorio.
Le evidenze più recenti suggeriscono che un approccio multimodale risulti più
efficace rispetto ai singoli interventi.
Tra le strategie terapeutiche, la terapia manuale, in particolare secondo il concetto Mulligan e le
tecniche rivolte al diaframma, ha dimostrato di migliorare la mobilità cervicale e la funzione
respiratoria attraverso meccanismi biomeccanici, neurofisiologici e analgesici. La mobilizzazione
del diaframma
, associata alla rieducazione respiratoria diaframmatica, favorisce una maggiore
escursione diaframmatica, aumenta la mobilità toracica, riduce la tensione dei muscoli respiratori
accessori e contribuisce al miglioramento della postura cervicale.
Un ruolo centrale è ricoperto anche dagli esercizi di attivazione dei DNF, spesso eseguiti con
biofeedback, che consentono di migliorare la stabilità segmentaria cervicale, il controllo
neuromuscolare e la funzionalità, riducendo contemporaneamente il dolore e l’attivazione
compensatoria della muscolatura superficiale.
Anche la Rieducazione Posturale Globale (GPR) si è dimostrata efficace nel trattamento del
NSCNP. Attraverso lo stretching delle catene muscolari, la correzione posturale e il controllo della
respirazione, la GPR favorisce il riequilibrio muscolare, riduce il sovraccarico meccanico sulle
strutture cervicali e contribuisce alla diminuzione del dolore.
Nel complesso, la letteratura più recente evidenzia come l’integrazione di terapia manuale, esercizi
di attivazione dei muscoli flessori profondi del collo, rieducazione respiratoria e rieducazione
posturale globale rappresenti un approccio riabilitativo efficace per migliorare dolore, mobilità
cervicale, postura e qualità di vita
nei pazienti con dolore cervicale cronico non specifico.
A cura di Francesca Forcina


BIBLIOGRAFIA

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