ALLENATI OGGI, VIVI MEGLIO DOMANI!

Negli ultimi anni, grazie all’esito di diversi studi, si è appurato che esitono fattori considerati predittori di salute e uno di questi fattori è noto come fitness cardio respiratorio (CRF).

Dalla letteratura emerge che:

  • Bassi livelli di CRF sono associati a un maggior rischio di morte per diverse cause (cardiovascolari, obesità, diabete, ecc…);
  • Miglioramenti della CRF sono associati a riduzione del rischio di morte;
  • Elevati livelli di CRF sono associati a elevati livelli di attività fisica che a loro volta apportano all’organismo innumerevoli benefici.

La CRF viene valutata con la misurazione del VO2max, ovvero la massima quantità di ossigeno consumabile nell’unità di tempo. Se dovessimo paragonare il corpo umano a un’automobile potremmo dire che il VO2max è la cilindrata del motore umano: maggiore sarà la “cilindrata” di un soggetto, maggiori saranno i suoi livelli di attività e prestazioni.

Il consumo di ossigeno (VO2) di un soggeto può essere calcolato mettendo in relazione il consumo di ossigeno, la frequenza cardiaca e la differenza artero-venosa dell’ossigeno.

(LEGGE DI FICK) -> VO2 = FC * a – v O2

Invece, per definire il VO2max si ha necessità di somministrare al soggetto un determinato test fisico durante il quale rilevare tali parametri. Sono state validate varie tipologie di test, con metodologie di somministrazione dell’esercizio e di rilevazione dei parametri.

Chiaramente, l’entità dei risultati dei test differisce da individuo a individuo e tali differenze sono giustificate dal fatto che i livelli di CRF sono in stretta relazione con l’età, il sesso, i livelli di allenamento, lo stile di vita e la presenza o meno di patologie.

Dato che la CRF prevede un impegno coordinato e sinergico dei sistemi respiratorio, cardiovascolare e muscolo-scheletrico, è soggetta a un progressivo decadimento a causa della fisiologica perdita di funzionalità degli organi deputati al trasporto e all’utilizzo dell’ossigeno legata all’invecchiamento.

Difatti, dopo i 30 anni il VO2max subisce una diminuzione del 10% per ogni decade e ciò può dipendere da una serie di fattori come:

  • Minor attività β-adrenergica del cuore;
  • Perdità di elasticità dei vasi sanguigni;
  • Riduzione della ventilazione polmonare;
  • Riduzione della capacità ossidativa dei muscoli scheletrici.

Questo fisiologico decadimento può essere contrastato attuando strategie allenanti adeguate al soggetto in questione con l’obiettivo di elevare i livelli di CRF. A tal fine risultano particolarmente efficaci gli allenamenti aerobici e gli allenamenti HIIT e la giusta scelta della modalità e dell’intensità di allenamento farà la differenza nell’ottenere un buon risultato. Per programmare una progressione allenante, in grado di apportare gli stimoli adatti per innalzare i valori di VO2max, bisogna tener conto di tutte le caratteristiche del soggetto che dovrà sottoporsi a tale pratica.

Uno dei metodi per definire l’intensità di un allenamento è quello delle percentuali del valore di VO2max. Ovviamente, per migliorare il massimo consumo di ossigeno, un atleta molto allenato ha bisogno di intensità più elevate (90-100% VO2max) rispetto a un soggetto mediamemente allenato (70-80% VO2max). Per i soggetti sedentari, soprattutto nelle fasi iniziali, sono sufficienti intensità ancora più basse per stimolare i sistemi della CRF.

In questo schema viene riportato come un maggior livello di fitness è predittore di una maggior aspettativa di vita senza disabilità e con maggiori gradi di indipendenza. Nello schema è possibile notare come la linea spessa (soggetti allenati) interseca la linea tratteggiata (anni di vita in salute) più tardi rispetto alla linea sottile (soggetti sedentari). Inoltre, possiamo notare come è importante avere già dalla prima età adulta un buon livello di fitness in modo tale da ritardare maggiormente l’insorgenza di problematiche di diversa natura. Ciò significa che “come” si invecchia è determinato anche dalle scelte e dalle azioni effettuate in età giovanile e nella prima età adulta.

Inoltre, numerosi studi che associano negativamente il fumo, l’alcol e un’alimentazione incontrollata ai livelli di CRF confermano che un grande alleato del miglioramento è, in generale, lo stile di vita.

A cura di Di Manno Mattia

Strasser B, Burtscher M. Survival of the fittest: VO2max, a key predictor of longevity? Front Biosci (Landmark Ed). 2018 Mar 1;23(8):1505-1516. doi: 10.2741/4657. PMID: 29293447.

Štursová P, Budinská X, Nováková Z, Dobšák P, Babula P. Sports activities and cardiovascular system change. Physiol Res. 2023 Dec 29;72(S5):S429-S444. doi: 10.33549/physiolres.935238. PMID: 38165749; PMCID: PMC10861254.

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